Quel giorno a teatro a Longiano con il geniale David Riondino

Darwin Pastorin

Anche David Riondino, attore, poeta, cantante, amico geniale, dotato di cultura e ironia, se n’è andato. Mi legano a lui ricordi cari e indimenticabili: soprattutto uno, che vado a raccontarvi.

Il recupero di una serata magica, fine Novecento o su di lì, di pura bellezza, di cose buone, di memorie, riflessioni, risate. Una serata a teatro. Il Petrella di Longiano, provincia di Forlì.

Qui arrivano gli artisti per preparare le prime: giorni e giorni di prove, poi l’esibizione per il giudizio di un pubblico competente e sensibile. Ho parlato di calcio, del mio ultimo libro di football, un pallone visto attraverso la politica e letteratura, gli eroi fragili e i campioni per sempre, del Grande Torino e di mia madre tifosa del Chievo. Con me c’erano il padrone di casa, il favoloso David  Riondino, il poeta Fernando Acitelli e l’attore Gianfranco Todini.

Tutto è nato, ovviamente, da un’idea di Riondino, che è artista nel senso pieno del termine: con la sua intelligenza e le sue folgoranti storie, il suo rispetto per la nostra tradizione popolare di narrazioni e poesie, che conosce a menadito. È stato David, un giorno, quando ero direttore a Tele+, a venirmi a trovare e dirmi: «Perché non vederci a Longiano per una serata calcistico-letteraria?».

Così, sono finito sul palco. Cosa dobbiamo fare? «Improvvisare!». E via andare, allora. Con Acitelli che ha raccontato la genesi del suo canzoniere La solitudine dell’ala destra, Riondino e Tondini che hanno dato vita a un superbo duetto recitando Tony Harrison, che da quel momento diventerà il mio poeta straniero preferito, (da V. E altre poesie, V nel senso di contro), con chi scrive che è partito da Soriano per finire con Garrincha, e in mezzo altre buone novelle.

E se ripenso all’inglese Tony Harrison, ai suoi versi, ritrovo frammenti di questo spaventoso e inquietante presente («Ho letto nella scritta delle profonde aspirazioni, / la preghiera per i miei genitori che non so fare, / poi un appello all’Inghilterra e a tutte le nazioni / fatto in nome dell’amore, per la pace»). Perché la guerra si insinua non soltanto nei pensieri ma anche nei pertugi. E poi la cena del dopoteatro, all’albergo Venturi di Roncofreddo, con alle pareti le fotografie di Benigni e Paolo Conte, dei fratelli Guzzanti e di tanti altri artisti.

Il giorno dopo, prima di salutarci e abbracciarci, David mi ha regalato il libro di Tony Harrison, con le sue sottolineature per la recita con Todini. Nel 2014, ho presentato al Festival Internazionale della Poesia Civile di Vercelli il poeta inglese, facendogli vedere il V. di Riondino, e raccontandogli l’evento di Longiano. Harrison ha sorriso. Felice.

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