La terza edizione della Scuola di Reportage Narrativo Alessandro Leogrande avrà inizio nel mese di aprile e terminerà a novembre 2026. La Scuola è promossa dalla Fondazione Giuseppe di Vagno (1889 – 1921), con il supporto della Regione Puglia e dell’Università degli Studi di Bari, e nasce come naturale prosecuzione del rapporto tra Alessandro Leogrande e la Fondazione stessa. Sin da subito Alessandro Leogrande ha visto nella Fondazione un ecosistema culturale, capace di custodire e mettere a disposizione della collettività un grande patrimonio intellettuale e politico, materiale e immateriale.
La Scuola è gratuita per gli e le under 35 e prevede la partecipazione di 20 studentesse e studenti. Ognuno dei partecipanti, nel suo percorso di studi, realizzerà un reportage narrativo e supportato per la pubblicazione dello stesso su testate nazionali e internazionali.
La novità di questa terza edizione è l’istituzione di due borse di studio, per residenti in Albania, che coprono viaggio, vitto e alloggio.
«Con la terza edizione della Scuola di Reportage Narrativo Alessandro Leogrande la Fondazione Di Vagno conferma l’impegno per uno spazio formativo dedicato alla scrittura e all’osservazione critica della realtà – ha dichiarato Daniela Mazzucca, presidente della Fondazione Di Vagno – Alla luce delle continue e veloci trasformazioni del nostro presente, il reportage narrativo resta uno strumento fondamentale per comprenderne sino in fondo i fenomeni sociali, politici e culturali e questa terza edizione rappresenta non solo un momento di formazione, ma anche un laboratorio di confronto e di ricerca collettiva, in cui il racconto del reale diventa occasione di crescita, dialogo e consapevolezza».
«La terza edizione della Scuola di reportage narrativo raccoglie i frutti di due anni di sperimentazione – ha sostenuto il direttore della scuola Francesco Romito – Abbiamo provato a costruire uno spazio di apprendimento nuovo, in connessione e dialogo con Alessandro Leogrande, capace di confrontarsi con le grandi fratture contemporanee. Uno spazio accessibile, che da Sud parli al Mediterraneo e all’Europa, che coltivi lo sguardo del reportage narrativo per dare forma a nuove pratiche di intervento sul territorio. Vogliamo farlo con partecipanti provenienti da tutta Italia e non solo, consolidando l’offerta formativa e aumentando le voci di questo percorso anche grazie alla presenza di due borse di studio per partecipanti residenti in Albania.
Programma
Il programma prevede nove moduli formativi ed è così articolato:
Modulo 1, 18 e 19 aprile 2026
Il reportage narrativo come “terra di mezzo” e giornalismo intenzionale
Alessandro Leogrande raccoglie e sviluppa l’eredità dei più autorevoli esponenti del reportage narrativo del Novecento e dei primi anni del Duemila, da Svetlana Aleksievic a Frank Westerman. Lo fa incrociando la verticalità della ricerca e l’orizzontalità della narrazione. Alla base, la combinazione tra un metodo consapevole, ispirato dalla lettura dei grandi classici della letteratura e dell’inchiesta sociale italiana e non solo, e una postura etica che si riflette nella domanda: «che fare?». La prima parte del modulo sarà dedicata all’introduzione all’opera di Alessandro Leogrande e al genere del reportage narrativo, la seconda all’analisi e alla discussione di alcuni reportage, ragionando sulle tre fasi dell’ideazione, del lavoro sul campo, della scrittura.
Con Giuliano Battiston, giornalista e ricercatore freelance, socio di Lettera 22, direttore della Rivista corvialista
Modulo 2, 16 e 17 maggio 2026
Raccontare il margine: gli strumenti dell’inchiesta sociale per il racconto di realtà
Cosa s’intende per giornalismo narrativo? È uno strumento utile per un’inchiesta sociale? Questo modulo di formazione nasce da questi interrogativi e si articola in tre sezioni a partire dagli strumenti, gli esempi chiave e le caratteristiche del reportage narrativo, in particolare legate all’approccio dell’inchiesta sociale, nel legame tra territorio e dinamiche globali. Saranno approfondite le tecniche di intervista e le tecniche di ricerca, elaborazione del materiale raccolto dall’auto-racconto delle fonti, fino a giungere alla preparazione, la produzione e la post-produzione di un’inchiesta sociale con gli strumenti del giornalismo narrativo, con un focus particolare alle narrazioni che hanno interessato i Balcani. Alla fine del modulo di formazione, si imposterà con i partecipanti un progetto di inchiesta sociale che sarà sviluppato durante tutto il percorso della scuola.
Con Christian Elia, giornalista, redattore di IrpiMedia, co-direttore di Q-code Mag
Modulo 3, 23 e 24 maggio 2026
Il racconto onesto
Come si costruisce un racconto empatico sul campo? Lo studio, l’approccio, l’intervista e la raccolta delle storie orali – l’intreccio complesso con il quale si crea il racconto dal vero, queste sono da sempre alcune delle componenti del reportage letterario – saranno argomenti vivi di questo seminario. Alle quali si deve aggiungere l’incrocio tra realtà e immaginazione, il filtro e la voce particolare di chi scrive, la sua visione del mondo, perché per essere un buon reporter, come scriveva Kapuscinski, si deve partecipare con passione al destino degli altri cercando di fare un racconto onesto, profondo, rispettoso e il più umano possibile.
Con Angelo Ferracuti, scrittore e giornalista
Modulo 4, 6 e 7 giugno 2026
La tradizione del Meridionalismo critico: dalle origini ad Alessandro Leogrande
Il modulo intende attraversare la tradizione del meridionalismo critico, partendo dalle voci fondamentali di Gramsci e Salvemini e passando dal dibattito postbellico sul «mondo popolare subalterno» con le voci di de Martino, Ramondino, Fiore, Scotellaro, Russo, Castria, Melazzini e non solo, per giungere infine ai decenni della crisi e all’originale ripresa del meridionalismo interpretata da Leogrande. I testi proposti si soffermano sui posizionamenti filosofici e politici dei principali protagonisti della questione meridionale, con uno sguardo attualizzante, orientato all’oggi e alla persistenza di una possibilità politica realmente meridionalistica e concretamente critica.
Con Marco Gatto, docente di Teoria della letteratura presso Università della Calabria.
Modulo 5, 5 e 6 settembre 2026
Strumenti e tecniche del giornalismo investigativo
Come si rende un’inchiesta o un report inattaccabile? Come si riconoscono i propri errori e i propri pregiudizi? Con il team di IrpiMedia, si lavorerà sul fact-checking, con esercizi sul punto di vista, e sugli strumenti del giornalismo investigativo. Come funziona il metodo d’inchiesta Story-based inquiry? Come si costruisce un masterfile? Che cosa vuol dire fonte e cosa testimone? Come funziona una querela per diffamazione? Una guida per cercare di evitare di cadere nei propri pregiudizi e per farsi indirizzare da ipotesi e non accecare da tesi.
Con Edoardo Anziano e Francesca Cicculli, redattori di IrpiMedia
Modulo 6, 12 e 13 settembre 2026
Un modello sostenibile per il giornalismo d’inchiesta
Un laboratorio sulle pratiche di collaborazione tra giornalismo d’inchiesta e le realtà sociali dei territori narrati, in cui si affronteranno l’ecosistema del giornalismo indipendente e le opportunità di finanziamento in Italia, Europa, USA e oltre, partendo da esempi concreti. Tramite un’esercitazione di gruppo, sarà mostrato come strutturare un progetto di reportage o inchiesta per una richiesta di finanziamento. Saranno inoltre fornite indicazioni pratiche su come tenersi aggiornati sulle opportunità e come relazionarsi con le testate.
Con Sara Manisera e Giacomo Zandonini, Fada Collective
Modulo 7, 3 e 4 ottobre 2026
Storie che non fanno la storia
Il rapporto tra le micro e le macro storie rappresenta un punto centrale per sviluppare strumenti di ricerca capaci di far dialogare gli avvenimenti del presente con il passato. Rammemorare come ci suggerisce Alessandro Leogrande in Uomini e caporali. Il modulo avrà l’obiettivo di indagare nel profondo questo rapporto attraverso la condivisione di pratiche, strumenti e prospettive per sviluppare forme di ricerca in dialogo con le fonti d’archivio e non solo.
Con Carlo Greppi, storico e Leonardo Musci, archivista
Modulo 8, 17 e 18 ottobre 2026
Voce del verbo narrare, il reportage in dialogo con il radiodocumentario
Il racconto sonoro può essere scritto con la voce degli altri. Le strategie e gli accorgimenti che in un secolo di radio gli autori hanno saputo affinare per farsi ascoltare, con i radiodrammi, le interviste impossibili, gli audiodocumentari, fino ai formati dell’attuale produzione podcast, sono un terreno di esplorazione che fornisce indicazioni per ideare e dare una struttura efficace alle narrazioni sonore contemporanee. Un modulo per approfondire alcuni elementi di scrittura, sceneggiatura e di impostazione di un radiodocumentario.
Con Daria Corrias, curatrice di TreSoldi, Rai Radio 3
Modulo 9, novembre 2026
Il lavoro sul campo, destinazione Taranto
Gli strumenti, le pratiche e le metodologie di intervento condivise durante il percorso formativo saranno la base di partenza per la realizzazione di un modulo in trasferta, a Taranto, durante il quale, con il supporto dei docenti tutor, sarà realizzata una piccola inchiesta collettiva. Il tema e gli strumenti di lavoro sul campo saranno definiti e condivisi durante il percorso formativo.
Scarica qui il bando della terza edizione della Scuola di Reportage Narrativo Alessandro Leogrande
Scarica qui il programma della terza edizione della Scuola di Reportage Narrativo Alessandro Leogrande
