Cambiamento climatico e pandemie: è ora di cambiare stili di vita

Nico Catalano

L’attuale modello di sviluppo globale, sempre meno rispettoso dei limiti e della salute del nostro pianeta, causando inquinamento, cambiamento climatico, riduzione della biodiversità e conseguenti pandemie sta trascinando il genere umano verso l’autodistruzione.

Dalla scoperta della macchina a vapore e l’inizio della rivoluzione industriale alla fine del secolo diciottesimo, le attività del genere umano hanno scompaginato l’ecosistema terra come mai era avvenuto in circa quattro miliardi di anni, ovvero dalla comparsa delle prime forme di vita sul pianeta.

Emissioni di anidride carbonica derivanti dall’utilizzo dei combustibili fossili, cambiamenti climatici, surriscaldamento, acidificazione degli oceani, liquefazione dei ghiacci perenni, mutamenti dei cicli dell’azoto e del carbonio, foreste secolari abbattute per essere trasformate in coltivazioni e allevamenti intensivi, cementificazione, desertificazione, erosione dei suoli, dissesto idrogeologico, depositi di scorie radioattive, accumulo di plastica nei mari, estinzione di oltre un terzo della biodiversità globale, rappresentano solo alcune delle principali nefaste conseguenze dell’antropizzazione forzata della nostra Madre Terra.

Un periodo storico contraddistinto da quell’accelerazione antropocentrica che basandosi sul saccheggio di acqua, fertilità del suolo, combustibili fossili, biodiversità animale e vegetale, persegue come unico fine quello di trasformare in oggetti economici tutti gli esseri viventi, i beni comuni e i servizi eco sistemici indispensabili alla vita per ricavarne profitti e rendite solo per alcuni privilegiati predatori.

Da circa un decennio la comunità scientifica mondiale sta mettendo in guardia governi e capi di Stato di come il futuro della nostra specie è in grave pericolo sulla terra. Sempre più ricerche e studi scientifici dimostrano come gli effetti dei cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità e le pandemie come quella che da oltre un anno sta attanagliando il mondo intero causando lutti e recessione economica, sono fenomeni tanto interconnessi quanto interdipendenti gli uni dagli altri.

Nel 2019 l’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services, l’organismo Onu che si occupa di biodiversità ed ecosistemi, ha pubblicato un rapporto dal titolo Escaping the Era of Pandemic ottenuto dalla sintesi di oltre 600 ricerche scientifiche pubblicate da biologi, zoologi, medici ed economisti di tutto il mondo, che ha messo in evidenza l’importanza del contrasto al cambiamento climatico e della conservazione della biodiversità, quali migliori azioni di prevenzione rispetto all’insorgenza di nuove pericolose pandemie.

L’uomo è il principale responsabile dell’emissione nell’atmosfera dei gas serra: anidride carbonica, metano ossido di azoto, nonché di altri composti come idrofluorocarburi, perfluorocarburi e esafluoruri di zolfo. Questi gas sono tutti direttamente generati dalle attività antropiche come il traffico veicolare, il riscaldamento delle nostre case, i processi industriali ma anche dagli allevamenti e dall’agricoltura intensiva.

L’elevata concentrazione nell’atmosfera di questi gas, genera fenomeni come il surriscaldamento e il cambiamento climatico che agendo sugli ecosistemi terrestri e marini modificano gli habitat delle specie vegetali e animali in maniera non reversibile. Sempre più, moltissime evidenze scientifiche dimostrano come la trasformazione degli ecosistemi, agendo sull’ecologia delle specie che veicolano infezioni trasmissibili, rappresenta la principale causa dell’insorgenza di numerose malattie che passano dagli animali all’uomo, effettuando il cosìdetto salto di specie o spillover.

Secondo la Piattaforma intergovernativa di politica scientifica sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici, molte zoonosi che si trasmettono dagli animali all’uomo, tramite vettori quali zecche e zanzare, sono fortemente influenzate dal cambiamento climatico indotto dall’uomo. Esse si propagano attraverso tre meccanismi principali: il primo di questi è l’espansione degli areali delle specie vettori, conseguenza della scomparsa degli habitat originari per far posto alle coltivazioni industriali, come nel caso delle zecche, i vettori del morbo di Lyme e dell’encefalite mediata (TBE). Il secondo meccanismo di propagazione è rappresentato dalle alterazioni di temperature e precipitazioni, che favoriscono la diffusione di insetti come la zanzara tigre (Aedes albopictus) vettore di pericolose patologie quali la Dengue e la Chikungunya. Infine il terzo meccanismo è dovuto a causa della liquefazione dei ghiacci perenni per le alte temperature, che sciogliendo il permafrost ossia lo strato di terreno permanentemente ghiacciato, permetterebbe a visus e batteri di secoli fa e resistenti a numerosi farmaci e antibiotici di tornare attivi.

I ricercatori del Dipartimento di bioscienze dell’Alfred Wegener Institute (AWI) hanno evidenziato che entro il 2070, continuando con l’attuale modello socio-economico, i cambiamenti climatici, soprattutto nelle aree ad alta densità demografica di Asia e Africa, associati al commercio illegale di animali selvatici e alla pratica degli allevamenti intensivi per uova, carne o pellicce potrebbero causare circa 4.000 passaggi di specie dagli animali all’uomo, vettori dai 3.000 ai 13.000 virus.

La coesistenza delle diverse specie animali e vegetali in equilibrio tra loro in un ecosistema è importante sia per la salute della Terra così come per quella dell’uomo. Se la devastazione del Pianeta ad opera delle sempre più insostenibili attività umane non si fermerà, inevitabilmente saremo sempre più soggetti come genere umano all’insorgenza di nuove pericolose patologie che sfruttando l’efficienza delle nuove tecnologie, la velocità dei moderni mezzi di trasporto e comunicazione, circoleranno rapidamente in un mondo globalizzato e interconnesso come mai nella storia, facendo milioni di vittime.

Il precario stato di salute dell’uomo è conseguenza diretta del non ottimale stato di salute del globo, pertanto se si vuole scongiurare la scomparsa nel volgere di qualche decennio del genere umano dalla terra è necessario un cambiamento radicale dei nostri stili di vita.


Per chi volesse approfondire l’argomento:
Nico Catalano, Ecce Mondo, Giazira scritture, Noicattaro (Bari)

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