Era de maggio

Da Diego a De Laurentiis, lo scudetto torna a Napoli

Oscar Buonamano

Era de maggio e te cadeano nzino,
a schiocche a schiocche, lli cerase rosse.
Fresca era ll’aria, e tutto llu ciardino
addurava de rose a ciento passe…

Così inizia Era de maggio, parole di Salvatore Di Giacomo, musica di Mario Pasquale Costa.

Scegliere una canzone per rappresentare Napoli è impresa «che fu nel cominciar cotanto tosta», ma tant’è, siamo a maggio e la poesia nata dalla mente fervida di Salvatore Di Giacomo è perfetta per omaggiare e festeggiare il Napoli che dopo trentatré anni vince lo scudetto.

Da Diego Armando Maradona ad Aurelio De Laurentiis il passo non è stato breve, ma lungo, lunghissimo.

Il Napoli di Maradona era una buona squadra costruita su misura per il più grande calciatore di tutti i tempi e Diego, da par suo, si prese tutta la scena. Tutti erano contenti di lasciargliela perché La mano de Dios non ha mai fatto pesare la sua grandezza, non suscitava gelosia.

Il Napoli di Aurelio De Laurentiis, al contrario, è stato costruito nel tempo, nell’arco di diciannove anni. Il suo è un progetto d’impresa che ha trovato nella notte del 4 maggio 2023 la consacrazione definitiva con la vittoria del tricolore.

Il terzo scudetto del Napoli è frutto di programmazione e di un lavoro collettivo in cui tanti hanno portato un contributo. Tanti hanno elevato il livello tecnico e di competitività nel corso di questi diciannove anni. Allenatori e calciatori che si sono succeduti nel tempo. Dirigenti. La passione dei tifosi napoletani. La tenacia e l’ostinazione del presidente Aurelio De Laurentiis che ha saputo coniugare le ragioni del cuore con la buona amministrazione di una società di calcio. Ha vinto tenendo i conti in ordine, un aspetto che sarà valorizzato e compreso appieno, in tutta la sua reale dimensione, tra qualche tempo.

Una vittoria, quindi, che fonda la sua ragione d’essere sull’organizzazione e la programmazione.

Non si parli di rivincita sociale, di riscatto di una città o peggio ancora di tutto il sud, non c’entra nulla questa volta. Questa vittoria è una vittoria sportiva e basta.

Ha vinto nell’anno in cui l’Argentina ha vinto il campionato del mondo di calcio, come successe l’ultima volta, quando c’era Diego.

Ma Diego, in realtà, c’è anche oggi.

È sui muri della città, nei cori dei tifosi, nel cuore dei napoletani.

Diego c’è e ci sarà sempre, ma questa volta, insieme a lui, c’è una città più consapevole dei propri mezzi, una società sportiva che può garantire un futuro roseo alla squadra di calcio, un presidente che vuol continuare a vincere.

…Era de maggio, io no, nun mme ne scordo
Na canzone cantávamo a doje voce
Cchiù tiempo passa, e cchiù mme n’arricordo
Fresca era ll’aria e la canzona doce.

Leggi anche

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?
-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00