Oltre, il mondo che verrà. Sedicesima edizione di Lectorinfabula, european cultural festival

Oscar Buonamano

La pandemia di Covid 19 ci ha scoperti tutti più fragili. Fragili sia a livello personale sia a livello collettivo. Fragili come società. Per la prima volta nella storia dell’uomo tutto il mondo (quasi tutto il mondo) si è fermato contemporaneamente per poco più di due mesi e abbiamo scoperto che le nazioni non sono in grado di sopportare per un tempo pur così limitato uno stop generalizzato, pena il fallimento. Ovvero la forma stessa di società che abbiamo costruito nel tempo ha mostrato tutti i suoi limiti e le sue fragilità appunto.
C’è bisogno dunque che tutto cambi per affrontare le sfide della contemporaneità, la pandemia ci ha distratti momentaneamente dalla crisi climatica in atto, cambiare tutto affinché tutto cambi.

L’incontro con Filippo Giannuzzi, direttore di Lectorinfabula, european cultural festival, inizia da queste considerazioni, condivise in una bella mattina di agosto sul tetto del convento di San Benedetto a Conversano dove ha sede la fondazione Giuseppe Di Vagno di cui è segretario generale.

Partiamo proprio da queste considerazioni iniziali che hanno preceduto l’intervista. Prima di parlare del tema della sedicesima edizione di Lectorinfabula e della nuova formula, vorrei che condividessimo con i lettori di Pagina’21 ciò che ci siamo detti in premessa, ovvero le considerazioni generali che ha determinato le scelte di questa edizione.
L’umanità sta affrontando la crisi più grande dalla seconda guerra mondiale. La più inedita. La più inaudita. Le decisioni prese per affrontare l’epidemia da Covid-19 incideranno in profondità sul mondo per anni. Influiranno non solo sui nostri sistemi sanitari e di welfare, ma anche sull’economia, la politica e la cultura.
Nello scegliere tra varie alternative, dovremmo chiederci non solo come superare i pericoli immediati, ma anche in che tipo di mondo vivremo quando la tempesta sarà passata. La scelta più importante per i nostri sistemi democratici riguarderà il rapporto stato-cittadino, fiducia e rappresentanza, necessità di sicurezza e senso di responsabilità. Così come non meno importante è il tema delle diseguaglianze perché se è vero che stiamo affrontando tutti la stessa tempesta è anche vero che la stiamo affrontando su barche diverse. Gli effetti del divario si faranno sentire presto, non a caso si parla di autunno caldo. Di non minore importanza la messa in crisi del sistema su cui si regge il mondo da millenni e che ha raggiunto l’apice in tempi recenti con l’esplosione della globalizzazione.

Questioni cruciali, legate le une alle altre, che per essere risolte necessitano di una visione a medio e lungo termine.
E sono solo alcuni dei temi sui quali la sedicesima edizione di Lectorinfabula proverà ad esercitarsi. Per esempio, come conciliare la tentazione di isolarsi, ciascuno dentro i propri confini nazionali, a fronte della mobilità diffusa e irreversibile di persone, merci e denaro? Come poter pensare di avere il controllo dei cittadini o, peggio, di manipolare l’opinione pubblica con la possibilità per chiunque di cogliere real time immagini, suoni e parole con i nostri smartphone, affidandoli al flusso delle informazioni attraverso il world wide web?

Avete previsto una nuova formula per questa edizione del festival.
Sarà una formula inedita e sperimentale con l’obiettivo di conciliare le esigenze di prevenzione e distanziamento con la dimensione sociale e pubblica dei festival culturali. La grande scommessa sarà quella di trovare il giusto equilibrio tra la fruizione digitale dei contenuti e dei prodotti culturali e la partecipazione del pubblico dal vivo. Lectorinfabula cambia, perché è cambiato il mondo.

Quale sarà il titolo?
OLTRE, il Mondo che verrà. OLTRE rappresenta il momento delle scelte, la volontà di voltare pagina, di rinnovarsi, di rigenerarsi, di innovare; è un invito a guardare al di là della crisi con la capacità di costruire il presente ma anche o solo di poter immaginare ad occhi aperti il futuro.  Un festival in sei appuntamenti/episodi a quali si legherà per ciascuno un tema diverso. Iniziamo il 25 settembre e chiudiamo il 5 dicembre 2020. Ogni quindici giorni, il venerdì e il sabato dalle 9:00 e fino alle 23:00. Il centro storico di Conversano e il Monastero di San Benedetto diventeranno lo scenario di un calendario culturale realizzato con un palinsesto pensato per soddisfare tutte le esigenze, per chi nutre la curiosità di capire il mondo che verrà. Con un occhio particolare, come sempre, alla scuola e all’università.

Quali i temi scelti per ognuno dei sei appuntamenti o episodi come li hai definiti tu.
Nel corso dei sei episodi si parlerà di vecchi e giovani e dei ponti generazionali tra memoria e futuro, di questioni demografiche e disuguaglianze, razzismo e migrazioni, di politica e Istituzioni, Europa ed economia, di partiti e movimenti, di salute dei cittadini, di scienza e informazione, sicurezza e diritti individuali, di diritti sociali, di scuola, lavoro e welfare, di giochi di potere e geografie politiche del futuro delle democrazie e del mondo che cambia, e, infine, di ritorni a nuovi mondi, sogni, speranze e utopie dell’anno che verrà.

Quanti saranno gli incontri e se puoi darci qualche anticipazioni anche sui partecipanti.
Saranno in tutto più di 100 gli eventi in programma, gratuiti e aperti a tutti, dal vivo e in diretta web, con dibattiti, confronti, presentazioni di libri e interviste, workshop, musica, reading e letture dal vivo, per un totale di circa duecento ospiti, politici, opinion leader, giornalisti, intellettuali provenienti da tutte le parti d’Europa. Per quanto riguarda invece i partecipanti è prevista la partecipazione dei ministri Teresa Bellanova, Francesco Boccia e Roberto Speranza, degli scrittori Javier Cercas, Carmen Yanez-Sepúlveda, Marcus Sedgwick, Bruno Arpaia, Hao Jingfang, Melvin Burgess, Nadia Terranova, Lorenzo Pavolini, Geraldine Schwarz, Paolo Di Paolo, l’antropologo Marco Aime e la statistica Linda Laura Sabbadini, gli economisti Tommaso Nannicini e Antonia Carparelli, i sindacalisti Guglielmo Loy e Marco Bentivogli, le autrici di satira Marilena Nardi e Cristina Sampaio, il direttore di Radio3 Marino Sinibaldi, gli storici Amedeo Feniello e Silvia Bianciardi, i politologi Giovanni Orsina, Piero Ignazi e Colin Crouch, l’epidemiologo Pierluigi Lopalco e l’astrofisica Marica Branchesi, l’illustratrice Delphine Perret, i giuslavoristi Pietro Ichino e Maurizio Del Conte, sociologi come Stefano LaffiKarlessi, il geografo Franco Farinelli, i giornalisti Gigi Riva, Mario Prignano, Wlodek Goldkorn, Marina Lalovic, Alessio Lasta, il filologo Luciano Canfora, il sondaggista Nando Pagnoncelli, il maestro Giuseppe Caliceti, l’editore Giuseppe Laterza, il sindaco di Bari Antonio Decaro, il manager della BMW Thomas Girst, e poi Massimo Bray, Giuliano Amato, Claudio Cappon e tanti altri ancora.

A fare da apripista, come sempre, ci sarà la mostra che vede a raccolta alcuni tra i migliori vignettisti europei.
Siamo ormai alla quarta edizione della mostra dedicata alla satira e alla libertà di espressione, organizzata dal centro Libex, diretto da Thierry Vissol, dal titolo: La satira in pericolo. Saranno cinquantacinque i vignettisti coinvolti in una mostra-concorso, tutti di rilevanza internazionale. Ma c’è anche una seconda mostra, fotografica, Memorie del presente, un racconto per immagini, con video testimonianze, sui giorni del lockdown a cura del fotoreporter Rocco De Benedictis, con Annamaria Minunno e Mattia Ramunni, e la collaborazione di Contrasto.

Un’edizione che, anche grazie alla sua durata, prevede l’utilizzo di tutti i format culturali che avete ideato e realizzato in questi anni con la Fondazione Di Vagno.
Oltre alle persone e alle strutture già citate saranno protagonisti tutti i format dei Granai del sapere. Ci saranno gli incontri della Scuola per la Buona Politica, le Lezioni Salvemini, gli incontri de Il piacere di Lavorare e, last but non least, le interviste di Pagina’21.

Un’offerta culturale ampia e ricca per chi sceglierà di seguirvi, dal vivo o attraverso i vostri canali digitali. Un’edizione che si preannuncia molto impegnativa anche da un punto di vista organizzativo per la Fondazione Di Vagno.
Lectorinfabula è l’attività di punta della promozione culturale dei Granai del sapere e della Fondazione Di Vagno che in questi ultimi anni si è consolidata sempre più come un punto di riferimento culturale nel Sud. Per la vivacità delle proposte, per la capacità di rappresentare un luogo capace di favorire gli scambi tra diversi soggetti e organismi nazionali e internazionali, un terreno fertile dove coltivare la produzione di nuovi linguaggi culturali. Un percorso che si identifica con il luogo che ospita fisicamente la stessa fondazione. Il Monastero di San Benedetto, conosciuto anche come il Monstrum Apuliae per via di un potere al femminile esercitato sul territorio per più di 600 anni. Una straordinaria coincidenza che vede, da un lato, il ruolo di granai culturali ricoperto nel medioevo dai monasteri benedettini con l’importanza nella contemporaneità della creazione di una comunità europea fondata sul lavoro e sulla solidarietà sociale. Dall’altro, il ruolo centrale per un moderno istituto di cultura, la cui missione essenziale è di preservare la memoria proiettata sempre più verso il futuro.

Radici, memoria, futuro. Scrive Fernand Braudel, «Essere stati è una condizione per essere», un pensiero che sembra essere stato scritto anche per voi.
Nel tempo che viviamo, protagonista nella creazione della ricchezza è la conoscenza, la conservazione, il restauro, la condivisione del sapere, la tecnologia. Una rivoluzione concettuale che garantisce alla componente immateriale il valore aggiunto: il presupposto sul quale investire. Nelle abbazie medievali si replicavano i contenuti dei testi antichi, salvaguardandoli dall’usura del tempo, svolgendo il lavoro amanuense, poiché gli strumenti a disposizione erano la penna, l’inchiostro e la carta. Oggi gli strumenti a nostra disposizione sono molteplici e identificabili con l’aggettivo digitale. Da qui parte l’idea fondante dell’edizione 2020 di Lectorinfabula.


Lectorinfabula, european cultural festival, si svolge ogni anno con il patrocinio e il sostegno della Commissione europea, rappresentanza in Italia, del Consiglio d’Europa, del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, della Regione Puglia e della Città Metropolitana di Bari. Con il contributo e la collaborazione del Corecom Puglia, della Friedrich Ebert Stiftung, dell’Istituto Affari Internazionali, della COPEAM (Conferenza Permanente dell’Audiovisivo del Mediterraneo) e con la partecipazione, tra gli altri, della Università degli Studi Aldo Moro di Bari, di Eurozine, network delle riviste di cultura europee, di Pagina’21 e di Rai Radio3, delle associazioni Hamelin di Bologna e A Sud di Roma.

Al lavoro per la sedicesima edizione di Lectorinfabula
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