Salone del Libro di Torino, una super edizione

Oscar Buonamano

Si chiama #SALTOEXTRA e va in onda, a orario continuato, sul web. È il Salone Internazionale del Libro di Torino che gli organizzatori hanno deciso di realizzare negli stessi giorni in cui si sarebbe svolto se non ci fosse stata la pandemia.

Meno male.

Sì meno male, perché questa edizione, seppure tutti continuano a dire che è un work in progress, un esperimento, è una delle più belle di tutte quelle che ho visto dal vivo al Lingotto. E lo è per un motivo molto semplice (tralasciando la straordinaria qualità degli ospiti e del programma che in ogni edizione il Salone è capace di proporre): nella modalità in cui è stata proposta, si riescono a seguire tantissimi incontri come mai sarebbe stato possibile fare in presenza.

Dal vivo, e chi è un frequentatore abituale del Salone lo sa, si riescono a seguire pochi incontri e solo dopo aver fatto file lunghissime o dopo essersi prenotati. In ogni caso la, inevitabile, sovrapposizione degli eventi e la quantità degli eventi stessi, ti consente di seguirne bene solo alcuni.

#SALTOEXTRA non è così. Il palinsesto che è stato pensato e costruito, alterna brevi pillole, presentazioni molto efficaci, a interventi più lunghi, lunghezza massima di quindici/venti minuti, sempre in perfetto equilibrio. Una scelta suggerita dal web che si è rivelata felice. Molto felice.

Un flusso ininterrotto di pensieri e parole. Di volti conosciuti e meno conosciuti. Di riflessioni e di libri. A fare da collante e trait d’union la faccia sorridente del direttore del festival, lo scrittore Nicola Lagioia.

Lungo e molto qualificato l’elenco degli ospiti (lo trovate qui), che in questi quattro giorni si sono alternati e si alternano sullo schermo dei nostri computer o sui nostri smartphone. Uno spartito ben studiato e ricco di spunti, sollecitazioni, idee, gioia di vivere. La tentazione di raccontarlo tutto è grande, ma non si può. Si può invece raccontare una parte del pomeriggio di sabato, un estratto che coincide quasi con il tempo di messa in onda.

Siamo on air…

Samantha Cristoforetti, dialoga con la brava Valeria Parrella, parlano della Terra vista dallo spazio, di Italo Calvino e de Le città invisibili. Dice la Cristoforetti, «hai anche la sensazione della lontananza perché sei in un luogo inaccessibile e poi c’è la velocità che dà il senso della distanza. Un continuo gioco di vicinanza e lontananza. La velocità con cui gira la stazione spaziale, ti permette di girare intorno alla Terra una volta ogni novanta minuti. Avevo la percezione che fosse una sorta di abbraccio. Ogni volta che facevamo un giro dicevo abbiamo abbracciato il pianeta e tutta questa umanità che ci vive sopra…». Valeria Parrella esprime attraverso il suo sorriso e compiacimento quello che è il sorriso e il compiacimento di ognuno di noi che ascolta in diretta la bellezza di questi pensieri. A un certo punto le chiede: «Esiste una città delle nuvole? Le nuvole stesse, possiamo chiamarle così, viste da lassù?». La risposta dell’astronauta è una visione, «Le nuvole viste dallo spazio sono uno spettacolo bellissimo, un incarnarsi, un prendere sostanza dal vento. Sono i venti che, spesso, danno forma alle nuvole. Un incarnare di cose invisibili, l’energia che è dentro l’atmosfera, le transizioni dalla troposfera alla stratosfera. Le città delle nuvole sono città invisibili che prendono forma e visibilità».

Come ha giustamente chiosato la Parrella, era proprio quello che volevamo, staccarci per un attimo dalla piccolezza e arrivare lontano.

Poi alle 17:56 si appalesano sullo schermo Nicola Lagioia e Jovanotti ed è davvero come se fosse primavera. Un dialogo fitto tra due uomini sorridenti, tanti temi affrontati con una leggerezza che sarebbe piaciuta allo stesso Italo Calvino. Viaggio, letteratura, fumetti, musica, cinema. Spiritualità. Sogni, tanti sogni. Un inno alla vita. Due voci musicali e belle da ascoltare, le vocali aperte del Sud di Lagioia e quelle aspirate, del Nord di Jovanotti. Se vi capita di guardare questa conversazione, prendete appunti mentre ascoltate: così si fa un’intervista.

Subito dopo, alle 18:20 torna protagonista la letteratura ed entra dalla porta principale con la lettura, in anteprima mondiale da parte dello scrittore Antonio Manzini, del primo capitolo di Riccardino, il romanzo postumo di Andrea Camilleri, l’ultimo che ha come protagonista il commissario Salvo Montalbano. Un’emozione forte ascoltare quelle parole, le ultime che raccontano di un personaggio che in tanti hanno amato. Le ultime di una nuova lingua che impasta così bene l’italiano e il siciliano come forse solo Emilio Gadda aveva saputo fare con l’italiano e il dialetto.

Una meraviglia.

Tutto era iniziato con la lectio inaugurale del professor Alessandro Barbero (della durata di 25 minuti), dall’edificio simbolo di Torino, la Mole Antonelliana. Barbero, straordinario come sempre e come solo lui sa essere, aveva iniziato così, «Il titolo di questo mio breve intervento inaugurale, Conseguenze inattese, serve a ricordarci che […] le conseguenze dei più grandi avvenimenti storici sono sempre, comunque, in qualche misura, inattese […]»

Nicola Lagioia nell’introdurre Barbero, aveva detto, «Abbiamo organizzato questa edizione Extra del Salone per reagire a questo periodo così complicato e che dedichiamo alle vittime del Coronavirus, ai loro parenti, ai medici, agli infermieri. E al futuro di tutti noi…».

Il futuro di tutti noi. Non sappiamo cosa succederà domani, il giorno in cui, seppur parzialmente, l’Italia prova a riprendere un ritmo di vita altro, a ricominciare il suo cammino.  Sappiamo che dobbiamo farlo, dobbiamo rialzarci e immaginare un nuovo modo di stare insieme, di vivere e di lavorare. Di fare le cose.

Con Filippo Giannuzzi, il direttore di Lector in fabula, e con il gruppo che abitualmente pensa il festival ci siamo interrogati, anche noi, sulla formula da adottare per la prossima edizione. L’ipotesi sulla quale stiamo lavorando è proprio la costruzione di un palinsesto che contenga modalità miste e nuove di proporre contenuti. Questa bella edizione del Salone del Libro di Torino ci dice che la strada tracciata è quella giusta e che si può e si deve ripartire dalla cultura, insieme.

Vi aspettiamo on air e a Conversano, in Puglia, con I Vecchi e i giovani, la sedicesima edizione di Lector in fabula. Da settembre…

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